Factory Futures

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© Architectural Association

Dal 16 al 17 luglio 2012, l’Architectural Association e la Fondazione Adriano Olivetti – in partnership con il Comune di Ivrea e Gehry Technologies Europe – hanno coinvolto un pubblico locale e globale nel progetto Factory Futures, un programma di progettazione sperimentale della durata di dodici giorni che ha avuto luogo all’interno dell’ex complesso Olivetti a Ivrea, facente parte del programma AA Visiting School e delle iniziative culturali realizzate sul territorio dalla Fondazione Adriano Olivetti.

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I lavori sono terminati in un’esposizione pubblica tenutasi all’interno del Salone dei 2000 – stabilimenti Olivetti ICO -, in cui il lavoro svolto dagli studenti è stato presentato a una giuria di critici internazionali, giornalisti e membri dell’amministrazione locale.

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Dodici studenti provenienti da diversi continenti si sono immersi nella cultura e nelle architetture olivettiane con l’obiettivo di costruire un prototipo architettonico capace di reagire alle condizioni produttive del sito. Una serie di lezioni ed escursioni sono servite a istruire gli studendi sui valori sociali e architettonici della Olivetti, sulla realtà dei call center locali e sui più recenti studi sulla relazione tra soggettività moderna e ambienti lavorativi del tardo capitalismo.

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Inseguendo l’olivettiana intersezione tra teorie sociali e applicazioni tecnologiche avanzate, gli studenti sono stati introdotti al tema altamente contemporaneo del design integrato. Sono stati svolti approfondimenti sul ruolo delle tecnologie digitali nell’industria delle costruzioni e su progetti architettonici reali, parallelamente a workshop intensivi sulla modellazione associativa e parametrica (Digital Project) e sul controllo e simulazione di macchine (RobotStudio) per la fabbricazione robotica.

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Il focus degli studenti è stato indirizzato alla progettazione di un ciclo di produzione capace di generare forme architettoniche: dodici metri cubi di polistirene dovevano essere tagliati dalle macchine di uno stabilimento locale – grandi taglierine a filo caldo – e assemblati nell’ex stabilimento Olivetti in poco tempo. Le possibilità di fabbricazione, le logiche d’assemblaggio e le tempistiche di produzione sono stati gli ingredienti chiave delle nostre speculazioni architettoniche.

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Nella prima settimana sono stati esplorati diversi sistemi griglia-componente, partendo da un’astrazione dei materiali trovati durante le escursioni olivettiane. Nella seconda fase, gli studenti si sono concentrati sulla messa a punto del prototipo finale sulla base delle discussioni, degli esperimenti e delle decisioni collettive prese durante la settimana precedente.

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Il metodo adottato, basato sull’esplorazione di un sistema di costruzione economico, elementare e collettivo, derivato dall’indagine sistematica delle logiche di produzione e assemblaggio di un unico componente, ci ha avvicinati più alle comunità eschimesi e ai sistemi di costruzione degli igloo, piuttosto che a processi di progettazione contemporanei. Invece di proporre una risposta puramente funzionale a un problema, il prototipo finale è stato concepito come un sistema aperto – sebbene iperspecifico. Per mezzo di disegni e collages, abbiamo immaginato un micro ambiente capace di colonizzare il tipico open-space di una navata industriale, dove – grazie all’ubiqua presenza della tecnologia – funzioni abitative e lavorative possono avere luogo su tappeti posizionati al di sotto di questi spazi individuali.

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Ci sono voluti tre giorni per produrre e assemblare il prototipo finale. I componenti sono stati prodotti in massa all’interno dello stabilimento, ottimizzando il tempo di taglio e la quantità di materiale disponibile grazie all’adattamento delle dimensioni dei componenti alle dimensioni originali dei blocchi di polistirene. Nessun materiale è andato sprecato dei 156 componenti prodotti e, in virtù dell’autoportanza della struttura, è stata utilizzata solo una minima quantità di colla.

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Credits

  • workshop > Factory Futures
  • tutors > Tommaso Franzolini, Pierre Cutellic, Rupert Malczeck, Chloe Genevaux, Guillaume Bounoure, Benedetta Gargiulo
  • guests > Patrizia Bonifazio, Francisco Gonzales, Nuria Lombarderos
  • studenti > Alessandra di Leo, Aleksandar Celovic, Carlo Alberto Gasperini, Solana Costa del Rio, Stefano Pavone, Ruben Carboni, Mirka Skudar, Nikolina Pavlovic, Antonio Moll, Sara Saghafi, Denim Pascucci, Bonaventura Visconti, Clemens Jenny
  • organizzazione > Architectural Association
  • partners > Fondazione Adriano Olivetti, Gehry Technologies Europe, Come di Ivrea, Archiwaste
  • localizzazione > Ivrea
  • anno > 2012

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