Restauro della Lavanderia a vapore

© Beppe Giardino

Il progetto per l’edificio della “Lavanderia a vapore” nella Certosa Reale di Collegno si è sviluppato come un processo articolato e complesso a partire dall’anno 2004, parallelamente alla definizione del programma per l’utilizzo degli spazi recuperati attraverso un’azione progressiva da parte dell’Amministrazione Comunale e della Regione Piemonte.

I lavori eseguiti, che hanno riportato l’edificio alla sua originaria configurazione architettonica, comprendono sia il restauro degli apparati decorativi ottocenteschi della fabbrica ammattonata e della ciminiera, sorta su disegno dell’ Ing. Luigi Fenoglio come Lavanderia del Regio Manicomio, che il ripristino della spazialità interna, caratterizzata dalla presenza della notevole navata principale. Gli ambienti sono stati poi dotati degli impianti e delle attrezzature che consentono il loro utilizzo, con scelte improntate al concetto di sobrietà, riducendo al minimo la presenza delle componenti tecnologiche richieste dalla contemporaneità.  Nel corso dell’ attuazione di questa fase di intervento si è concretizzata la decisione di destinare gli spazi della Lavanderia a vapore a sede del Centro Coreografico Internazionale.

L’insediamento del Centro Coreografico nell’edificio della Lavanderia a vapore si affianca al vasto programma di attività culturali nel settore delle arti che è in corso da alcuni anni nell’arena per gli spettacoli all’aperto ospitata nella corte interna dell’edificio stesso, area che è stata attrezzata per questo scopo nella prima fase dei lavori.

Il progetto di organizzazione distributiva e spaziale  contempla la suddivisione dell’ambiente principale, costituito da una navata unica, in tre ambiti:

- la zona nord, corrispondente alla parte coperta dalle capriate metalliche e falde lignee ottocentesche, nella quale è stato previsto l’inserimento dello spazio per l’accoglienza con la biglietteria, il guardaroba, i servizi oltre ad una zona libera multifunzione dove ospitare le attività di comunicazione con l’esterno, le mostre ed allestimenti;

- la zona centrale della navata nella quale è stato localizzato e organizzato lo spazio configurato come un “teatro” flessibile e completamente reversibile;

- la zona sud, corrispondente alla parte sopraelevata coperta dal solaio in cemento armato, nella quale sono insediate le attività di studio con le sale per la danza ed i relativi servizi di supporto.

Infine, nel fabbricato ex caldaie adiacente la navata principale sul lato ovest, sono collocati l’accesso dalla corte interna, i locali tecnici per gli impianti elettrici e meccanici, i servizi igienici e i camerini per gli artisti.

La zona nord della navata, che sviluppa una superficie di mq. 260, costituisce l’accesso per il pubblico ed è occupata dal foyer e dallo spazio espositivo. Il foyer sviluppa una superficie di mq. 90 ed ospita tutte le funzioni necessarie alla migliore accoglienza del pubblico; sono stati previsti la biglietteria, il guardaroba ed il blocco di servizi per i visitatori, realizzati con elementi metallici leggeri e smontabili.

Lo spazio multifuzione, della superficie di 170 mq, è dotato di strutture di supporto mobili per l’esposizione di opere pittoriche, immagini e testi. La scelta di massimizzare la flessibilità degli spazi e la reversibilità degli interventi ha portato, in questo caso, alla progettazione, per gli allestimenti, di volumi espositivi mobili, che consentono di organizzare con facilità l’ambiente, a seconda delle esigenze di programma  e di contenuto.

Lo spazio centrale per le rappresentazioni, il “teatro”, occupa un’area di mq. 600. Accoglie due tribune mobili telescopiche per il pubblico, con movimentazione elettrica, dotate complessivamente di 300 posti a sedere. Il disegno delle tribune, nella sua essenziale stereometricità, è costituito da una semplice gradonata in legno. In posizione baricentrica alle tribune è collocato il palcoscenico che è formato da una pedana attrezzata in legno ignifugo delle dimensioni di 180 mq. Ai lati del palcoscenico è stata predisposta la struttura di sostegno dell’americana. L’americana, formata da tralicci in alluminio, è mobile ed è appesa, tramite quattro argani, alle strutture di supporto costituite da quattro mensole metalliche. La zona del palcoscenico è dotata di impianto audio e luci supportato dall’americana. Il progetto dello spazio è stato guidato dalla volontà di ottenere la massima e perfetta reversibilità dell’intervento; le tribune sono infatti agevolmente richiudibili e trasformabili in mobili attraverso un sistema elettromeccanico. Oltre a consentire una grande flessibilità degli spazi, le scelte progettuali consentono di mantenere e percepire l’unitarietà e la qualità spaziale della navata.

La zona sud della navata, su una superficie di mq. 340, ospita i due studi/aule per la danza; tra i due studi è collocato il blocco con gli spogliatoi ed i servizi  igienici (mq. 85). Gli studi sono attrezzati con sbarre per la danza e specchi a parete. Le pavimentazioni sono di tipo elastico specifico per la danza, in legno, controincollate e flottanti con l’estradosso formato da un tappeto vinilico resiliente. Le pareti di separazione tra gli studi sono costituite da elementi divisori a tutta altezza in vetro strutturale fonoassorbente in modo da non costituire una barriera visiva, e quindi interrompere la continuità percettiva della navata, e nel contempo consentire lo svolgimento di attività differenziate negli ambienti. Sono stati inoltre allestiti i camerini mobili per le compagnie ospiti definiti da pareti tessili supportate da una struttura metallica

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Credits

  • progetto > Antonio Besso-Marcheis, Pier Massimo Enrico; con Cristina Bosco, Valérie Obino, Isabelle Duchlocher
  • localizzazione >corso Pastrengo, Collegno, Torino
  • tipologia > edificio per esposizioni e per lo spettacolo
  • superficie > 1600 mq
  • cronologia > 2004 – 2010
  • crediti fotografici > Beppe Giardino
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