Progetto Manifattura

© carlorattiassociati - Walter Nicolino & Carlo Ratti, KKA

All’inizio sarà un parco. Una superficie verde di 5 ettari che prenderà da subito il posto dell’asfalto e dei capannoni costruiti negli anni ’60 e ’70. Questa prima fase vedrà in parallelo il restauro degli edifici della Manifattura storica e la creazione di servizi per il tempo libero lungo il confine sud verso il torrente Leno. Il disegno paesaggistico del parco, a strisce parallele come i vigneti circostanti, sarà informato della futura presenza degli edifici produttivi tramite invisibili predisposizioni infrastrutturali sotto in terreno. In attesa delle nuove attività, dei capannoni verrà evocata solamente l’impronta al suolo tramite la vegetazione.

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Le fasi di crescita del comparto si limiteranno a sollevare le strisce verdi del parco facendole diventare copertura dei capannoni, che andranno a raccordarsi, nei confini est e ovest, con il paesaggio circostante. Un sistema di sviluppo organico che minimizzerà gli inconvenienti dei cantieri tradizionali, restituendo fin da subito un’ampia porzione di suolo industriale al paesaggio circostante.

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L’approccio innovativo e sostenibile si rivela anche nelle altre fasi di progetto, a partire dal riutilizzo in loco dei materiali delle demolizioni; dalla dotazione di un impianto di rigenerazione per la produzione di energia pulita; dall’uso di materiali locali a basso impatto ambientale.

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Il carattere verde della parte produttiva metterà ancora più in risalto l’adiacente Manifattura storica, le cui forme rigorose e la cui matericità diventeranno incubatore per le attività white collar legate alla ricerca e alla progettazione. Con il recupero dei ponti esistenti e la creazione di nuove strutture di collegamento tra i livelli, si creeranno le condizioni per la condivisione delle idee, condizione base per produrre innovazione. Semplici ponti, usati fino a pochi anni fa per il passaggio dei carrelli con il tabacco, diverranno luoghi d’incontro per riunioni informali; le luminose maniche dell’edificio originario, con doppie file di colonnine in ghisa, ospiteranno un nuovo modo di lavorare che si rispecchierà in spazi fluidi e aperti; i nuovi interventi si inseriranno come “giunti”, leggeri e trasparenti, tra la matericità degli edifici storici, in grado di svelare processi, sperimentazioni, risultati delle attività presenti nella Manifattura.

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Il carattere urbano degli spazi aperti farà della parte storica una naturale estensione dell’adiacente borgo Sacco, che verrà collegato tramite nuovi accessi in seguito al parziale abbattimento del muro di cinta. Il borgo acquisterà così nuovi spazi pubblici e nuove funzioni legate ai servizi e al tempo libero. La Manifattura aprirà finalmente alla gente i suoi spazi netti e rigorosi, dotati di una severa eleganza, che fino al 2005 hanno risposto alla monofunzione di una sistema introverso ed esclusivo.

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L’adiacente pista ciclabile, che porta fino a Monaco, collega fisicamente, oltre che idealmente, questo intervento ai più avanzati recuperi di riconversione industriale del centro Europa, in quanto verranno fissati nuovi standard in termini di sostenibilità degli interventi, di efficienza energetica, di innovativo riutilizzo degli spazi e di riattivazione di processi produttivi volti a valorizzare il territorio.

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Credits

  • progetto > carlorattiassociati – walter nicolino & carlo ratti (capogruppo), Kengo Kuma & Associates, Arup Italia
  • localizzazione > Rovereto, Trento
  • tipologia > masterplan | produttivo
  • superficie > 70.000 mq
  • cronologia > 2010
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